Guide · Assistenza e badanti

Assistenza domiciliare per anziani (ADI): come si attiva

Aggiornato il 21/09/2026 · Redazione aiutai

Non sempre, quando un genitore perde autonomia, la risposta è la struttura. In molti casi si può portare la cura a casa, dove la persona sta meglio: è l'Assistenza Domiciliare Integrata, la ADI. È un servizio pubblico, e vale la pena sapere che esiste prima di pensare che l'unica strada sia la RSA.

Cos'è la ADI

La ADI mette insieme, a domicilio, l'assistenza sanitaria (infermiere, medico, fisioterapista, in base al bisogno) e quella sociale. Serve a persone non autosufficienti o con patologie che si possono seguire a casa, evitando o rimandando il ricovero. È diversa dal semplice aiuto di una badante: qui c'è la parte sanitaria, gestita dall'ASL insieme al medico di base.

Chi ne ha diritto

Ne può beneficiare l'anziano non autosufficiente o con bisogni sanitari continuativi, dopo una valutazione. Non dipende dal reddito per la parte sanitaria; alcuni servizi sociali collegati possono invece essere legati all'ISEE. Il livello e la frequenza degli interventi vengono decisi in base alla condizione.

Come si attiva

Il percorso, in sintesi:

  • Si parte dal medico di base (o dal reparto, se si esce da un ricovero), che segnala il bisogno.
  • L'ASL effettua una valutazione (spesso a domicilio) per definire di cosa c'è bisogno.
  • Viene predisposto un piano di assistenza individuale con gli interventi previsti.
  • Il Comune entra per la parte socio-assistenziale (aiuto domestico, pasti, igiene), a volte con compartecipazione in base all'ISEE.

Quando la ADI basta e quando no

La ADI è preziosa, ma ha un limite: non copre le 24 ore. Per situazioni molto impegnative può non bastare da sola, e va integrata con una badante o, quando il carico diventa insostenibile, con l'ingresso in struttura. Spesso è il primo gradino: si comincia a casa, e si valuta strada facendo.

Chi ti aiuta a orientarti

Il medico di base, lo sportello sociale del Comune e l'ASL attivano e coordinano la ADI. Sono il punto da cui partire per capire cosa si può avere sul proprio territorio, che cambia da Regione a Regione.

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Una nota. Questa guida è informativa, non è una consulenza. Importi, requisiti e regole cambiano nel tempo e vanno verificati sul caso concreto (Comune, ASL, CAF, patronato). In emergenza sanitaria si chiama il 112.